Da smartphone e computer, fino a tablet e tv di ultima generazione: è da tali dispositivi che proviene maggiormente lo stress visivo dei nostri occhi, poiché l’esposizione prolungata a schermi LCD e LED ci espone alla nota luce blu, una radiazione elettromagnetica dalla composizione spettrale più elevata rispetto ai comuni raggi che colpiscono giornalmente i nostri occhi.
La luce blu può provocare danni alla vista? Assolutamente sì: tali radiazioni, a differenza dei raggi UV che vengono assimilati dalla cornea e dal cristallino, sono in grado di penetrare quest’ultimo danneggiando la retina anche in minima parte.
Tutto ciò porta a conseguenze non solo visive, ma anche fisiche, influendo anche sul corpo con effetti a breve, medio e lungo termine quando si è sovraesposti.
Tra i sintomi a breve termine abbiamo:
- Occhi irritati e rossore: tipico di quando si fissano schermi per molte ore;
- Occhi secchi: si riduce la lubrificazione e la lacrimazione;
- Astenopia: stanchezza visiva causata dallo sforzo durante la lettura dei caratteri troppo piccoli.
A medio termine:
- Insonnia: si incorre in disturbi del sonno in quanto vanno ad inibire la produzione di melatonina, ormone che è in grado di regolare il ciclo sonno/veglia;
- Continui mal di testa: dovuti ad un incremento dell’affaticamento della vista;
- Cali di concentrazione: alterati in seguito all’inibizione della secrezione di melatonina.
A lungo termine, la luce blu può causare:
- Miopia: difetto di rifrazione per cui l’immagine di oggetti lontani risulta sfocata al nostro occhio;
- Maculopatia: patologia che comporta la degenerazione del tessuto retinico;
- Cataratta: il cristallino che diventa progressivamente sempre più opaco.
Nei casi più gravi si può arrivare a vere e proprie patologie oculari legate all’invecchiamento precoce delle cellule che compongono le strutture interne come retina e cristallino.
Le conseguenze a breve e medio termine sono sicuramente le più diffuse, poiché il 50% della popolazione mondiale viene esposto alla luce blu da un minimo di 4 fino addirittura a 8 ore al giorno. Stiamo parlando di lavoratori, studenti e anche bambini, che senza accorgersene dedicano la maggior parte del tempo a fissare schermi di computer o cellulari.
Per questo motivo esistono sul mercato prodotti in grado di proteggere i nostri occhi durante tali attività: stiamo parlando di trattamenti antiriflesso particolarmente sofisticati che, applicati sulle lenti da vista, filtrano la luce blu nociva, lasciando passare solo le lunghezze d’onda necessarie ad una corretta visione.
Particolarmente indicato per chi utilizza dispositivi digitali per diverse ore al giorno, questo antiriflesso da immediatamente una sensazione di relax e comfort, grazie alla sua leggera componente giallo-ambrata. È applicabile a qualsiasi tipologia di lente da vista, dalle monofocali alle progressive ed ha un costo leggermente superiore ai normali trattamenti antiriflesso presenti in commercio.

Una opinione su "Filtro luce BLU/VIOLA: a cosa serve e quando utilizzarlo"